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Falsi miti da sfatare del buon riposo…

Falsi miti da sfatare del buon riposo…

Esiste tutta una casistica di falsi miti riguardo il sonno, in quanto, fin dall’antichità, era considerato quasi con sospetto, proprio per la perdita di coscienza che i nostri progenitori assimilavano alla morte.

 

Accanto alla mitologia antica, bisogna comunque prendere in considerazione anche le false convinzioni che circolano ai nostri giorni, e che, nella maggior parte dei casi, sono da sfatare!

1) L’uso del tablet e dello smartphone concilia il sonno

Prima di addormentarsi, navigare in rete o controllare il proprio smartphone permette di distrarsi e di allontanare i pensieri negativi e questo fatto risulta un valido aiuto per addormentarsi più in fretta.

Falso.

Infatti, nei momenti che precedono il sonno è assolutamente sconsigliabile esporsi a stimolazioni luminose dato che la luce artificiale, analogamente a quella solare, inibisce la sintesi della melatonina, che è l’ormone naturale preposto all’addormentamento ed al sonno.

Anche le stimolazioni sonore hanno l’effetto di allertare i centri di veglia della corteccia cerebrale, aumentando lo stato di vigilanza.

Ovviamente queste stimolazioni multiple, unite alla diminuzione di melatonina circolante, agiscono negativamente sul ciclo del sonno.

Sarebbe saggio evitare l’uso di tutti i dispositivi tecnologici almeno mezz’ora prima di coricarsi.

Così come non bisognerebbe mai guardare la televisione a letto.

 

 2) E’ possibile recuperare il sonno perduto con una dormita colossale

Soprattutto le persone che viaggiano molto, e che inevitabilmente hanno ritmi circadiani alterati, sperano di poter recuperare le ore di sonno perduto, magari facendo una dormita colossale nel fine settimana.

Falso.

Non esiste infatti un meccanismo compensatorio; l’organismo umano non riesce a dormire a comando, soprattutto il debito di sonno accumulato in molti giorni non può essere azzerato in una o due nottate.

 

3) Ci si può abituare a dormire poco

Le persone iperattive si illudono di poter addomesticare il proprio sonno, diminuendone la durata.

Falso.

Infatti, anche se dapprima può sembrare di non subire alcuna conseguenza, con l’andare del tempo, tale depauperamento di riposo si accresce progressivamente, generando stress a livello di vari apparati e causando vere e proprie patologie sia fisiche che psichiche.

4) Per stare bene è necessario dormire almeno otto ore

Leggendo articoli sul sonno, spesso si apprende che la durata ottimale per un sonno salutare è compresa tra le sette e le dieci ore al giorno, pertanto otto ore rientrerebbero in questa media.

Falso.

Ogni individuo, infatti, necessita di un certo numero di ore di sonno che dipendono dal proprio metabolismo corporeo, dal tipo di attività fisica compiuta, dalla professione svolta, dalle condizioni psicologiche, eccetera.

Inoltre, un buon sonno non dipende unicamente dalla quantità di ore, ma anche dalla loro qualità; dormire otto ore di un sonno agitato è molto peggio che dormire sei, ma tranquille ed ininterrotte.

 

 

5) Nella terza età si ha bisogno di meno ore di sonno

Con l’avanzare dell’età tutto il metabolismo rallenta, spesso le attività fisiche sono limitate ed anche la mente diminuisce le proprie performance. Quindi si potrebbe pensare che anche le ore di sonno debbano essere minori.

Falso.

Le persone anziane spesso tendono ad avere un sonno discontinuo, essere tormentate da risvegli precoci e subire notevoli difficoltà di addormentamento; ma questo non vuol dire che il loro fisico necessiti di minor riposo. Questi inconvenienti vengono spesso compensati con sonnellini diurni che assicurano benessere all’anziano. Non bisogna mai sottovalutare i problemi legati al sonno in età geriatrica, poiché potrebbero essere l’anticamera di patologie ben più gravi, ma è consigliabile invece cercare soluzioni efficaci per risolverli.

 

6) La pennichella pomeridiana migliora la qualità del sonno

E’ un falso convincimento che, dormendo durante il giorno, ci si rilassi e quindi si possa affrontare meglio il riposo notturno.

Falso.

Dormire più di un’ora durante la giornata, soprattutto se in prossimità del momento di coricarsi per la notte, non fa altro che sfasare il ritmo circadiano del sonno. Spesso, al risveglio da un riposino particolarmente prolungato, non si riesce a capire se è giorno oppure notte. Durante la notte si manifestano difficoltà di addormentamento, numerose interruzioni e risvegli precoci; tutti aspetti tipici dell’insonnia.

7) L’alcool favorisce il sonno

E’ risaputo che le bevande alcoliche hanno un effetto ipnoinducente, motivo per cui spesso si pensa di facilitare l’addormentamento bevendo il classico bicchiere di vino prima di coricarsi.

Falso.

Infatti anche un leggero consumo di alcool (non bisogna per forza ubriacarsi!) danneggia la salute e peggiora la qualità del sonno, poichè aumenta la sintesi di cortisolo ed adrenalina, sostanze con elevato potere eccitante e disturbante sul sonno. Inoltre le bevande alcoliche forniscono un’elevata quantità di energia, chi ha bevuto si sente pronto ad affrontare qualsiasi attività. 

8) Se ci si sveglia durante la notte è consigliabile rimanere a letto

Quando ci capita di svegliarci nel cuore della notte, magari in seguito ad un incubo oppure a causa di necessità fisiologiche, si pensa che la soluzione migliore sia quella di rimanere a letto anche se il sonno non arriva.

Falso.

Infatti è preferibile, qualora la veglia perdurasse per più di mezz’ora, alzarsi dal letto e allontanarsi dalla camera, ma senza guardare la televisione oppure utilizzare computer o telefonini; infatti le stimolazioni luminose potrebbero eccitarci. Meglio quindi leggere un libro. In tal modo il sonno ritornerà più facilmente.

Fonte new FRASSI FLEX

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